Come un libro, scritto a puntate come Il giornalino di Gianburrasca o Ulisse di Joyce, ma ovviamente senza pretese (come potrebbe?), effimero e gratuito. Accessibile in tutto il mondo. Come per un libro, qui ci capiti per caso, non potrebbe essere altrimenti, lo sfogli, leggi un rigo o, se va meglio, un paragrafo e poi scrolli giù. Chiudi, te ne vai. Perché un blog non è fatto per i tempi moderni, non è twitter o facebook dove scrivi che stai andando al cesso o perdendo l’aereo, LEG-GE-RE, concentrarsi su quello che c’è scritto e CA-PIR-LO va contro quella logica della comunicazione per immagini che ormai ha inquinato anche l’arte dello scrivere. Lo scrittore del nuovo millennio parla per aforismi, se supera le due righe già da alla noia. No, un blog non è un libro, di moderno ha solo il mezzo.
Anche A Silvia, tolta l’aura poetica, è il lamento di uno sfigato che sbircia una tipa dalla biblioteca di casa.