da mesi (mesi) che non scrivo un accidente. Che non abbia nulla per la testa è escluso, anzi, pare che più penso meno scrivo. Nella vancanza che, fino ad oggi, ogni viaggio è stato per me, buttavo giù tonnellate di roba nei taccuini. In certe situazioni ci si può concedere il lusso di pensare ad una sola cosa per volta, ed è facile giungere ad una sintesi quando si slega il problema da tutto il resto. Semplice, stupido, pericoloso.
Domani si torna a Milano, e riprendo la tesi con l’unico scopo di finire tutto il più presto possibile, anche perché se ci tenessi farei un macello (le cose mi escono meglio quando le faccio a cazzo).
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